Pubblicato anche come "Soul Pioneers" (titolo di una ristampa, con una grafica diversa negli anni '60/'70), "Milt Jackson Quartet" è uno degli album più importanti di questo fantastico vibrafonista e compositore, scoperto da Dizzy Gillespie in un piccolo club di New York e da lui introdotto alle principali figure musicali della 52nd Street.
"Milt Jackson Quartet" fu registrato nel maggio del 1955 nello studio di Rudy Van Gelder ad Hackensack: il suono è caldo e intimo, soprattutto per il vibrafono, e vede tra i musicisti anche Horace Silver, Percy Heath e Connie Kay. Si tratta di una formazione interessante perché include Jackson, Heath e Kay, che facevano parte del Modern Jazz Quartet, ma qui con Horace Silver (all'epoca strettamente associato al nascente movimento hard bop/bop). Un vero mix di lirismo e swing.
Lo stile vibrafonico naturalmente swingante di Milt Jackson trae ispirazione sia dal gospel che dal bebop, e ha fatto sì che il vibrafono compisse un decisivo passo avanti, verso la realizzazione assoluta dello strumento in chiave solista.
Con un suono più smorzato, uno stile di esecuzione più flessibile e un ampio uso del vibrato, Milt Jackson si è distinto con successo dall'influenza di Lionel Hampton, diventando uno dei vibrafonisti più brillanti nella storia del jazz.
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