Registrato il 15 ottobre 1957 ai Capitol Studios di Hollywood, in California, e prodotto da Norman Granz, "Soulville" è considerato uno degli album per sassofono tenore più importanti mai realizzati e in cui l'alchimia tra Ben Webster e il trio di Oscar Peterson è straordinaria.
Ben Webster, uno dei grandi sassofonisti dell'era swing, era già un veterano all'epoca della sessione di Soulville del 1957: aveva suonato con Fletcher Henderson, Benny Carter e Duke Ellington, con cui divenne particolarmente famoso per le ballate e dove il suo contributo alla band di Ellington (insieme a quello del bassista Jimmy Blanton) fu fondamentale, tanto che la formazione di quel periodo è ricordata come la Blanton - Webster band. Verso la fine degli anni '50, Webster registrava regolarmente per l'etichetta Verve, che spesso abbinava star del jazz all'Oscar Peterson Trio.
In "Soulville" l'intero ensemble, in particolare Oscar Peterson, si astiene dagli assoli vistosi a favore di un'interazione raffinata e di supporto, nonostante l'Oscar Peterson Trio (Oscar Peterson, Ray Brown, Herb Ellis) fosse noto per il virtuosismo e l'interazione a volte vistosa. Qui si mantengono un po' indietro, offrendo un accompagnamento sottile e lasciando ampio spazio al sassofono. La compostezza di Peterson è particolarmente degna di nota: invece di passaggi abbaglianti, crea accompagnamenti scarni e sensibili che lasciano risplendere Webster.
"Soulville" è oggi ampiamente considerata una delle collaborazioni di maggior successo tra Webster e Peterson, un celebre modello di narrazione emotiva e calore tonale, particolarmente influente tra gli appassionati dell'era swing e i puristi del suono, che lo rendono un album senza tempo.
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